Associazione Culturale Restauriamo

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Caso di studio

Caso di studio #1, 25/10/2010
A cura di SOS Art

Restauro ultimato del mausoleo di Guglielmo Marconi
La cripta a restauro ultimato

Unico monumento nazionale della provincia di Bologna

Il Resto del Carlino del 7 settembre 1941 così descrive l’opera di costruzione del Mausoleo appena terminata secondo il progetto del noto urbanista Marcello Piacentini:
«Il Mausoleo si apre sulla destra della strada Porrettana, venendo da Bologna; un vasto spiazzo rettangolare al centro del quale si drizzano due alti piloni portabandiera, conduce ad un breve prato pianeggiante, al centro del quale passano alcuni gradoni con cordoni di granito e selciatura di sassi del Brenta e del Reno. E’ questa come una pedana petrosa che guida sino a sette gradini, dopo i quali apre con la sua mole il monumento vero e proprio. La parte centrale del mausoleo, larga metri 17,50 ed alta 6 metri, è addossata al colle sovrastato dalla Villa Griffone che viene ad essere, in alto, come un completamento simbolico dell’insieme. La facciata del mausoleo è in pietra di Monte Ovolo, di colore grigio cilestro; al centro si apre la porta della cripta, fiancheggiata da due alte pietre verticali di travertino. Ai lati del monumento due gradinate diritte, larghe sei metri, una per lato salgono il poggio sino a portare ad altre due scale più strette e semicircolari che conducono sino al piazzale della villa.»

1909 – 2009

A cento anni dall’assegnazione del Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi, il 12 dicembre 2009 in occasione delle Celebrazioni Marconiane in corso in tutta Italia con numerose iniziative ed attività, è stato inaugurato un importante intervento di Restauro Conservativo promosso dal Comune di Sasso Marconi sotto l’Alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Bologna.
I lavori sono stati eseguiti dalla ditta SOS Art sotto la responsabilità di Carlotta Scardovi per quanto riguarda gli interventi di Restauro Conservativo dei paramenti murari esterni e da Essibiesse srl per le opere strutturali ed impiantistiche, la pulitura e consolidamento delle scalinate in granito di accesso a Villa Griffone.

L'intervento di restauro conservativo: cenni sullo stato di conservazione

Il materiale costitutivo dei paramenti murari è in arenaria grigia, roccia di origine sedimentaria con numerosi inserti di conchiglie fossili.
I paramenti murari erano gravemente danneggiati, lo stato di conservazione era assai degradato: diffusi su tutta la superficie i fenomeni di esfoliazione, distacchi a lastra ed un grave processo di decoesione dei conci dovuti da erosione per scorrimento di acqua.
Fenomeno di decoesione - Mausoleo di Guglielmo Marconi
Fenomeno di decoesione
L’andamento dello scorrimento dell’acqua era molto evidenziato da colate nere e formazioni di concrezioni.
In particolare il lato esposto a nord era ricoperto da vistose colonie di microrganismi, muschi, alghe e licheni crostosi e gelatinosi.
Sul lato sud sono state invece rilevate notevoli quantità di insetti che avendo nidificato al di sotto di spaccature o lastre già distaccate, hanno determinato un peggioramento dei fenomeni di sfaldamento della pietra.

Interventi eseguiti

Dopo una attenta analisi dello stato di conservazione, dei materiali e delle tecniche costruttive, in accordo con la Direzione Lavori, si è proceduto con un intervento di restauro di tipo conservativo atto a conservare quanto più possibile le parti ammalorate per evitare un appiattimento dei volumi del bugnato del paramento murario.
Fase di preconsolidamento - Mausoleo di Guglielmo Marconi Fase di pulitura e preconsolidamento
Una prima fase di preconsolidamento con iniezioni resina acrilica in soluzione acquosa al 5% e sigillatura di fessure con iniezioni di malta a base di calce.
Pulitura con microsabbiatrice con inerte Minerale Naturale Garnet per rimuovere le croste nere e le colonie di licheni.
Al termine della pulitura un trattamento ulteriore contro la microflora con benzalconio cloruro al 3% in acqua deionizzata.
Le numerosissime fessure sono state stuccate a livello con l’ausilio di piccole spatole utilizzando malta a base di calce e sabbia fine con aggiunte di pigmenti in polvere per ottenere la giusta colorazione.
Le lacune dell’iscrizione sono state ritoccate con pigmenti e legante acrilico.
Il trattamento finale di protezione è stato effettuato con Idrosil Plus, idrorepellente consolidante in alcool isopropilico per superfici lapidee. Le pareti con esposizione a nord sono state trattate con Idrosil Plus con aggiunta di algochene ad azione preventiva contro la microflora.
L’intervento di restauro ha consentito di bloccare il grave degrado della pietra, ma si rende opportuno un monitoraggio nel tempo, prevedendo interventi manutentivi successivi, che rallentino l’inevitabile degrado dovuto ad agenti atmosferici e climatici.
Tassello di pulitura - Mausoleo di Guglielmo Marconi Tassello di pulitura effettuata con microsabbiatrice

Cause di degrado della pietra arenaria

Il degrado dei materiali inorganici quali materiali lapidei è dovuto a fattori chimici e fisici.
Fattori metereologici e di esposizione, influiscono sull’arenaria in particolare quando presenta una superficie ruvida e lavorata e aiutano lo sviluppo biologico di microrganismi quali alghe e cianobatteri, funghi e licheni che si sviluppano all’interno di fessure o spaccature, colonizzando piccole cavità, causando alterazioni come croste nere, patine, fenomeni di polverizzazione ed esfoliazione.
Tali meccanismi di biodeterioramento causano danni di tipo meccanico e chimico: diminuzione cioè di coesione attraverso cicli di disidratazione e imbibizione, congelamento e scongelamento, produzione di acidi organici e composti chelanti. Infine danni di tipo puramente estetico.

Gli interventi effettuati secondo il progetto dei tecnici del Comune avevano come obiettivo il restauro e la valorizzazione del luogo, rendendolo più fruibile ai numerosi visitatori. Migliorare la fruibilità del luogo attraverso il riordino del percorso pedonale partendo dalla nuova pavimentazione del piazzale ovest. La pulitura dell’acciottolato di accesso ha consentito di riportare alla luce la bicromia dei ciottoli che, secondo il disegno del noto urbanista Piacentini, scandisce ritmicamente la gradinata del corsello centrale ed amplifica il rigore ed i volumi del piazzale rialzato all’entrata della cripta.

In secondo luogo potenziare la visibilità con un nuovo impianto di illuminazione, composto da corpi illuminanti ad incasso nel piazzale ovest e lungo tutto lo sviluppo del corsello pedonale di accesso e due proiettori atti ad illuminare la facciata del Mausoleo.

Imprese esecutrici

SOS Art - Conservazione e restauro di Opere d’Arte

via San Pier Tommaso, 20/E
40139 Bologna
www.sosart.it
Tel 051.8554276

Il perché della tutela

Il patrimonio culturale

Il patrimonio culturale nazionale è rappresentato da tutti quei beni aventi valore di civiltà ed è costituito sia dai beni culturali in senso stretto, come quelli di interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico, archivistico, librario, ecc… sia dai beni paesaggistici intesi come espressione dei valori culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio.
Il Codice dei Beni Culturali individua esplicitamente la tutela e la valorizzazione come le due fondamentali attività che concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio definisce inoltre:
  • prevenzione il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto;
  • manutenzione il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti;
  • restauro l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali.

La tutela

La tutela del patrimonio culturale è un valore riconosciuto dalla Costituzione italiana e si esercita, sulla base di una adeguata attività conoscitiva sui beni che lo rappresentano, attraverso specifiche attività volte a garantirne la protezione e la conservazione per assicurarne il godimento alla collettività.

La valorizzazione

La valorizzazione, da attuarsi in forme compatibili con le prioritarie esigenze della tutela, consiste nell’attività diretta a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica. Le funzioni in materia di valorizzazione del patrimonio culturale vengono svolte attraverso la cooperazione tra lo Stato, le Regioni e gli altri enti territoriali entro limiti che sono individuati dallo stesso Codice.